La prima volta che ho sentito parlare di “corporate video” ho pensato: ci risiamo. Ecco la solita pseudo innovazione 2.0: realizzare un video aziendale o addirittura trasformare il proprio “corporate blog” in un “vlog” mi è sembrata subito un’idea malsana e dispendiosa. Poi, però, alcune considerazioni: un video aziendale ben fatto (nei modi, nei tempi, con le giuste risorse) presenta l’azienda in maniera immediata e da quella senzazione di “toccare con mano” chi ci lavora in maniera molto più efficace di una qualunque brochure di presentazione su carta patinata.

Ci sono due tipi di corporate video, in dipendenza della volontà dell’intervento comunicativo: il video promozionale (presentazione dell’azienda, testimonianze di dipendenti e clienti) e il video di comunicazione interna (eventi, presentazioni, motivazione). A parte c’è il video a diffusione virale, che appartiene alla sfera del marketing e che vuole essere un video esperienziale in grado di stupire e di diffondersi in breve tempo in rete grazie al social networking (che ai miei tempi si chiamava “passaparola” :P)

Nella pratica girare un video aziendale ha costi contenuti ed una buona resa in termine di immagine e di customer satisfaction

Per la realizzazione ci vuole un pizzico di buon senso: autenticità, giocosità (senza esagerare), ritmo, emozionalità (assolutamente da evitare grafici e cifre, per quello c’è sempre Powerpoint) e qualità.