La formazione di un analista programmatore
L’analista programmatore è una figura professionale piuttosto eclettica, ed è interessante considerare quali possono essere i migliori corsi accademici e professionali che possono concorrere a formare un professionista esperto nel proprio campo.
Lontani dal voler trattare l’argomento con sufficienza e tralasciando le conoscenze specifiche di un linguaggio di programmazione piuttosto che un altro, ci soffermiamo piuttosto sul background culturale necessario ad un programmatore.
Tra le discipline indispensabili, al primo posto troviamo la matematica e la logica: queste discipline, anche se potrebbero in molti contesti operativi non risultare particolarmente utili, tuttavia assumono una importanza rilevante, in quanto allenano la mente alla risoluzione dei problemi. Nello specifico delle materie possiamo includere analisi matematica, filosofia, greco antico.
Al secondo posto mettiamo la fisica, in quanto insegna ad affrontare i problemi in modo semplicato e organizzato.
E l’informatica? Eccola: fondamentale nel percorso di studi di un programmatore è il saper creare un compilatore e la programmazione in Assembler. Il compilatore richiede un bagaglio di conoscenze tali da includere la maggior parte delle conoscenze basilari dell’informatica; l’Assembler, a differenza dei linguaggi di alto livello, è un linguaggio molto vicino al reale modo di ragionare e di funzionare della macchina: sapere come ragiona il computer spesso è l’unico modo per capire cosa non va in un’applicazione.
E l’insegnamento dei linguaggi di programmazione? Dettagli, cui può essere dedicato del tempo dopo aver appreso le basi già citate.
Insomma, il miglior modo di approccio ai problemi è quello di acquisire una determinata forma mentis. In tal modo qualsiasi attività inerente la programmazione risulterà più semplice da risolvere
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