Il Page Rank di un sito viene valutato da Google all’incirca una volta al mese, durante la fase di aggiornamento del database del motore. Per visualizzare il PageRank di un sito è sufficiente installare sul proprio browser la Google Toolbar con funzionalità avanzate: durante la navigazione, la Toolbar ‘tiene traccia’ delle pagine visitate dall’utente, e ne comunica l’url a google.com, il quale risponde in XML inviando alla toolbar il valore del Page Rank per la pagina visitata.
Google ha più database online: attualmente sono 7, i quali, durante l’aggiornamento mensile, visualizzano tra loro un numero diverso di risultati corrispondenti a diversi ’stati di aggiornamento’; desumere il Page Rank da un datacenter più avanti in fase di aggiornamento (e quindi non necessariamente da Google.com) vuol dire conoscere in anteprima il Page Rank ‘futuro’ di un sito.
L’operazione (il cambio di datacenter da interrogare) è fattibile aprendo il file ‘hosts’ (senza estensione) di windows (solitamente residente su c:\windows\system32\drivers\etc\hosts) e aggiungendo in fondo al file una nuova riga, con la stringa
216.239.33.100 toolbarqueries.google.com

Questo è il trucco. Tuttavia, mi sorprende sempre osservare l’importanza abnorme che viene data da molti webmasters e utenti al PageRank Eppure a leggere con attenzione riviste, libri e forum sul tema dei cambi di Page Rank, si può osservare come quasi tutti affermino che sostanzialmente, a fronte di decisivi cambi del PR, il traffico dei siti colpiti non è nè cresciuto nè calato! Questo perchè in realtà il PR è solo uno degli oltre 200 elementi che compongono l’algoritmo di Google, e che influenza il ranking nelle Serp e il conseguente traffico proveniente dai motori di ricerca in modo molto laterale, quasi nullo.

Chi cerca di fare avere al proprio sito una visibilità maggiore ed un posizionamento naturale discreto, dovrebbe dedicarsi piuttosto ad altri aspetti del SEO